Prevenire l’usura del corpo: lo stretching come alleato del massaggiatore

Anche i massaggiatori hanno bisogno di stretching, prima e dopo le sessioni

Chi lavora come massaggiatore sa bene quanto il corpo venga messo alla prova ogni giorno: ore passate in piedi, piegati su un lettino, con le spalle chiuse e i polsi sempre in tensione. Un lavoro che porta benessere agli altri, ma che può logorare chi lo pratica.

Proprio come gli atleti e i trainer, anche i massaggiatori hanno bisogno di dedicare tempo allo stretching e alla cura del proprio corpo. Non si tratta solo di prevenire dolori e infortuni, ma anche di mantenere energia, postura e fluidità nei movimenti: qualità indispensabili per offrire trattamenti efficaci e duraturi.

Il messaggio è chiaro: per prendersi cura degli altri, bisogna prima prendersi cura di sé.

 Tre esercizi semplici (e veloci) da inserire nella tua routine

Gli esercizi che seguono sono facili da eseguire, richiedono pochi minuti e fanno bene a tutti. Perfetti da fare prima e dopo le sessioni di massaggio.

1. Cat-Cow (Gatto/Mucca)

Un movimento fluido che mantiene elastica la colonna e scioglie le tensioni accumulate stando piegati a lungo.

    • Mettiti a quattro zampe, polsi sotto le spalle e ginocchia sotto le anche.
    • Espira, curva la schiena portando il mento al petto.
    • Inspira, inarca la schiena guardando verso l’alto e aprendo il petto.
      ➡️ Ripeti almeno 5 volte.

È un esercizio semplice ma prezioso per chi passa ore piegato in avanti, magari reggendo un arto del cliente con una mano e lavorando con l’altra.

2. Allungamento dei pettorali

Aiuta ad aprire il torace e a contrastare la tendenza delle spalle a chiudersi in avanti.

    • Posiziona l’avambraccio a 90° contro una parete o una porta.
    • Ruota il busto a circa 45° rispetto al muro ed entra in affondo fino a sentire l’allungamento nel petto.
      ➡️ Mantieni almeno 30 secondi per lato.

Durante il lavoro chiediamo spesso ai clienti di rilassare o aprire il petto, per riportare indietro le scapole e migliorare la postura. Ma anche noi massaggiatori tendiamo a incurvarci: i nostri pettorali restano contratti, e questo irrigidimento influisce sulla postura e sulla fatica percepita. Inserire questo esercizio ad ogni cambio cliente può fare davvero la differenza!

3. Estensione della colonna con la sedia

A differenza del Cat-Cow, qui ci concentriamo soprattutto sull’estensione, fondamentale per bilanciare le tante ore passate in flessione.

    • Mettiti dietro a una sedia con lo schienale.
    • Appoggia le mani e fai un paio di passi indietro, allungando le braccia.
    • Lascia scendere il petto verso il basso, portando la testa tra le braccia.
    • Tieni le ginocchia morbide e spingi il bacino verso l’alto, percependo l’allungamento del dorso.
      ➡️ Inspira ed espira lentamente da 5 a 10 volte.

Un piccolo gesto che ridà respiro alla schiena, alleviando tensioni e rigidità.

Un ultimo consiglio

 Lo stretching quotidiano è fondamentale, ma nulla sostituisce il contatto di un collega. Affidarti alle mani esperte di un altro massaggiatore almeno due volte al mese è un vero toccasana: fa bene al corpo e ti ricorda quanto sia importante ricevere, oltre che dare.

Attenzione all’integrazione!

È successo anche a me…

Durante le ultime vacanze mi sono trovata a vivere un’esperienza che non mi aspettavo. Avevo deciso di seguire i consigli della mia nutrizionista – una professionista seria, competente, che ha valutato attentamente il mio stile di vita, le mie analisi del sangue degli ultimi anni e la mia tiroidite autoimmune. Non una scelta “fai da te”, insomma.

Mi ha indicato alcuni integratori da abbinare al regime alimentare, scelti per la loro alta biodisponibilità e per l’origine delle materie prime. Eppure, dopo aver assunto per qualche giorno uno di questi, il mio corpo ha reagito in modo netto e violento.
Un vero e proprio rifiuto, sia fisico che emotivo, con sintomi che non lasciavano dubbi: qualcosa lì dentro non era per me.

È stata un’esperienza forte, che mi ha fatto riflettere: se è successo a me, che ho seguito un percorso guidato, può succedere a chiunque.

Non tutto fa bene a tutti

Viviamo in un’epoca in cui gli integratori sono ovunque: pubblicità radio televisione e giornali, programmi dove si elargiscono consigli per ogni problema, post sui social, video motivazionali… e spesso sembra che basti “prendere quello che va di moda” per stare meglio. Ma la realtà è diversa: non tutti gli integratori sono adatti a tutti.

Ti faccio qualche esempio:

  • Magnesio → ne esistono diverse forme (magnesio citrato, bisglicinato, pidolato, lattato, ossido, carbonato, cloruro…), ognuna con una biodisponibilità e una funzione diversa: rilassante muscolare, supporto intestinale, equilibrio nervoso, ecc.
  • Collagene → non è “tutto uguale”: il tipo I è più utile per ossa e pelle, il tipo II per articolazioni e cartilagini, il tipo III per tessuti molli.
  • Fitoterapia → alcune erbe possono avere effetti benefici su certe persone, ma tossici su altre.
  • Equilibri tra minerali → ad esempio: lo zinco e il rame devono essere mantenuti in equilibrio (un eccesso di uno può inibire l’assorbimento dell’altro), così come magnesio e potassio lavorano insieme nella regolazione muscolare e cardiaca, quindi gli squilibri possono creare problemi.

Insomma, non è mai una questione di “più prendo, meglio è” o, ancor peggio “lo prendo perché lo consigliano in tv”. 

Una possibile soluzione: la Kinesiologia

Un approccio che può aiutare nella scelta degli integratori è la Kinesiologia, un metodo naturale, non invasivo, sicuro, rispettoso dei ritmi del corpo e, soprattutto, personalizzato.
Attraverso il test kinesiologico, il professionista valuta le risposte neuromuscolari del corpo a determinati stimoli (integratori, alimenti, rimedi). Questo permette di individuare se quell’integratore “dialoga” bene con te, oppure se rischia di crearti un sovraccarico.

⚠️ Attenzione: la Kinesiologia non sostituisce il parere del medico, non è un’analisi di laboratorio e non è una diagnosi clinica. È piuttosto un metodo non convenzionale di pratica bio-integrata, che valorizza l’ascolto del corpo e la sua intelligenza innata.

Può diventare uno strumento prezioso per evitare brutte esperienze, come quella che è successa a me, e scegliere in maniera più consapevole.

 

Il massaggio è per tutti!

La personalizzazione dei trattamenti: oltre le etichette dei massaggi

Quando si parla di massaggio, spesso si tende ad associare un certo tipo di trattamento a un nome preciso: “decontratturante”, “linfodrenaggio”, “miofasciale”, “shatzu”, e così via. A scuola di massaggio, infatti, ci insegnano protocolli standard: a seconda della tecnica scelta, corrispondono determinate manipolazioni e modalità di applicazione. Questo è molto utile nelle prime fasi della formazione, quando ancora non si ha un bagaglio di esperienza con clienti reali.

Dal 2009, anno in cui ho iniziato la mia attività, non ho mai smesso di aggiornarmi, studiare e confrontarmi con casi sempre diversi. Oggi posso dire con sicurezza che nessun trattamento può essere davvero efficace se applicato in modo “meccanico”, semplicemente seguendo un protocollo.

Il mito del “più dolore, più beneficio”

Capita spesso che un cliente arrivi convinto che l’unico modo per sciogliere una contrattura sia “premere forte” o addirittura “fargli male”, magari perché un altro massaggiatore in passato ha ottenuto un risultato in questo modo. Ma la realtà è diversa: una contrattura cronica non sempre si risolve con il dolore. Certo, una pressione molto intensa può dare sollievo temporaneo, può ridurre la sensazione di rigidità o limitazione nella mobilità. Ma, essendo cronica, quella contrattura tornerà. Chissà, magari dipende da una postura incongrua che viene attuata giornalmente al lavoro.

Il corpo, in ogni caso, risponde meglio a un approccio graduale: riscaldare i tessuti, lavorare con ascolto, e solo poi eventualmente andare in profondità. Non è la “forza bruta” che porta equilibrio, ma la capacità di rispettare i tempi del corpo e scegliere la tecnica giusta.

Integrare, non etichettare

Per questo, nel mio lavoro non mi limito a un’unica tecnica. Integro diversi approcci a seconda della persona che ho davanti: deep tissue massage, rilascio miofasciale, trigger point, drenaggio linfatico, ognuno di questi strumenti ha un senso se inserito in un quadro più ampio. Il massaggio “deep tissue” non è un metodo univoco, ma piuttosto un contenitore di varie modalità. Il vero valore sta nella capacità del terapista di scegliere e modulare gli strumenti in base al bisogno reale del cliente.

Lo stesso discorso vale per il linfodrenaggio. Non esiste un protocollo “taglia unica” valido per tutti: la pressione, ad esempio, deve essere calibrata in base alla condizione della persona. In alcuni casi può bastare un tocco leggero, in altri serve una manualità più decisa. Ogni corpo racconta una storia diversa, e merita una risposta personalizzata.

La mia visione del lavoro

Per me lavorare sul corpo significa molto di più che applicare una tecnica. Significa integrare competenze e conoscenze:

    • tecniche di massaggio diversificate
    • esercizi posturali personalizzati
    • supporto nella ripresa post-traumatica (dopo le cure fisioterapiche)
    • elementi di kinesiologia
    • consigli su alimentazione e gestione dello stato emotivo

Questa visione globale è ciò che dà valore al mio lavoro. Non cerco di “vendere un massaggio” ma di accompagnare la persona in un percorso verso un equilibrio più stabile e duraturo.

Sono una professionista sempre aggiornata, curiosa, desiderosa di aiutare. Credo nella qualità e nel rispetto della mia professione, e non intendo mai svalutarmi: ogni trattamento che propongo nasce dall’ascolto, dalla personalizzazione e dalla volontà di fare la differenza nella vita di chi si affida a me.

Il Movimento Spontaneo per Riconnettere Corpo, Emozioni e Mente

Ho scoperto il Movimento Spontaneo durante il SAT, la scuola di formazione e trasformazione fondata da Claudio Naranjo, che unisce lo studio dell’Enneagramma con il processo di crescita e sviluppo personale. Al SAT vengono utilizzati vari strumenti per avvicinarsi alla conoscenza di sé e, tra questi, il Movimento Spontaneo.

Sono rimasta profondamente colpita dalla bellezza di questa pratica, che trasmette energia e gentilezza, richiama la saggezza del corpo e la sua capacità di esprimere autenticamente ciò che viene da dentro. Per questo motivo, dopo un periodo di studio e collaborazione con la Dott.ssa Susanna Feruglio, psicologa e PhD in Psicologia e Neuroscienze Sociali, nonché istruttrice di meditazione orientata alla mindfulness, ho deciso di portare il Movimento Spontaneo a gruppi di persone, offrendo a tutti la possibilità di entrare in maggiore contatto con se stessi.

Di cosa si tratta?

Il Movimento Spontaneo è una pratica psicocorporea che, attraverso il movimento, facilita un processo di auto-esplorazione, consapevolezza e condivisione. È un vero Movimento Trasformatore. Il corpo, spesso costretto in forme imposte dalla società, dal giudizio altrui o dall’ambiente, trova qui la possibilità di esprimersi liberamente, senza seguire alcun cliché. La pratica permette di lasciarsi trasportare dal flusso, dando libero sfogo alla spontaneità e alla consapevolezza sensoriale attraverso il proprio personale movimento.

Come si svolge?

La pratica si svolge in gruppo, accompagnati da musiche che attivano il corpo e risvegliano emozioni, ricordi, sensazioni e desideri, portandoci a muoverci. Anche chi pensa di non fare nulla in realtà sta seguendo la pratica, poiché tutto dentro di noi è movimento: il cuore che batte, la mente che pensa, la voce che parla. Anche se sembra di non muoversi, in realtà lo stiamo facendo!

Ogni incontro inizia con una breve introduzione, seguita da esercizi di attivazione muscolare e respirazione guidata per favorire la presenza. Poi, accompagnati dalla musica, ci muoveremo seguendo le nostre sensazioni interne, esprimendo creativamente le emozioni e gli stati d’animo, affidandoci al ritmo e alla guida dell’insegnante. Il movimento del corpo ci condurrà in un viaggio per incontrare noi stessi e gli altri in modi nuovi e autentici. Termineremo con una fase di rilassamento e accoglienza delle sensazioni ed emozioni emerse, seguita da una condivisione di gruppo.

L’idea di base è proporre moduli da 3 incontri, seguendo un preciso percorso, ma non è vincolante partecipare a tutti e in sequenza. Ad ogni sessione attiveremo una specifica energia (istintiva, emotiva e mentale), ricercando un nuovo equilibrio tra queste tre dimensioni.

A chi è rivolto

La pratica è aperta a tutti, senza necessità di esperienze pregresse. È ideale per chi desidera riconnettersi con il proprio corpo e la sua saggezza, sperimentando le potenzialità di trasformazione e guarigione del movimento.

La mia esperienza personale

La mia “prima volta” nel Movimento Spontaneo è stata al SAT 1, un ritiro residenziale di 10 giorni in un meraviglioso borgo tra le colline umbre. Mi trovavo in un gruppo di circa 40 persone, e la sala era l’antica cantina di un castello: suggestivo ed emozionante! L’insegnante non spiegò molto di ciò che sarebbe accaduto, proprio per non condizionarci, e lasciò partire la musica. Noi eravamo lì in piedi, con gli occhi chiusi, un po’ imbarazzati. Non sapevo esattamente cosa fare, quindi rimasi ferma, anche se poi mi venne spontaneo muovermi. Tuttavia, non trovavo la connessione tra il mio corpo, la musica e il gruppo. Sentivo di “dover” fare qualcosa di giusto, come se l’insegnante si aspettasse qualcosa da noi. Così, alla prima sessione, non colsi l’essenza del lavoro.

Condividendo questo pensiero con una compagna, lei mi disse sorridendo: “Lasciati andare, non aver paura, nessuno ti guarda, sei tu con te stessa. Sai cosa mi piace fare? Chiudo gli occhi e inizio a camminare senza preoccuparmi se sbatto contro qualcuno! Se mi piace quello che sento, posso rimanere attaccata al braccio di qualcuno o andare via, ballare, battere le mani o emettere suoni. Nessuno sa chi sei!”

Da quel momento, ho capito cosa significava “dare il permesso al corpo di muoversi spontaneamente”. È stato liberatorio e terapeutico entrare a pieno nella pratica, osservarmi con curiosità e rispetto e comprendere me stessa.

Spero di riuscire a trasmettere questa sensazione di connessione con sé stessi attraverso la meraviglia del corpo, che è sempre autentico. Ricordatelo!

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L’ALCHIMIA DELLA TRASFORMAZIONE

Quando l’Enneagramma incontra la Scrittura Trasformativa

L’Enneagramma è uno studio antichissimo utilizzato in psicologia, nella crescita personale e nella spiritualità, come strumento di auto-consapevolezza e di comprensione degli altri.

L’Enneagramma esplora i comportamenti, le motivazioni e le reazioni di ciascuno di noi, mostrando gli schemi comportamentali ai quali ci “attacchiamo” per ottenere attenzione e amore. Tali schemi sono però una trappola e l’Enneagramma suggerisce il modo per romperli ed essere creativi, per una migliore integrazione del vero sé nella vita, insieme agli altri.

La Scrittura Trasformativa è un approccio alla scrittura molto personale, in cui un individuo utilizza la narrazione delle proprie esperienze autobiografiche come mezzo per esplorare se stesso, cercando di ottenere una comprensione più profonda e di promuovere la crescita personale attraverso questa pratica.

Quando Enneagramma e Scrittura Trasformativa si incontrano, diventano uno il mezzo per l’altro e si accompagnano in sinergia. Il partecipante può comprendere sé stesso attraverso due strumenti diversi, che hanno però lo stesso fine: fornire una visione sincera di sé, delle proprie espressioni e delle proprie modalità di comportamento, di pensiero, di emozione. La visione di ciascuno non sempre si sofferma sui talenti e sulle virtù, oppure tralascia l’aspetto emotivo, piuttosto che quello razionale, che invece è giusto convivano.

La trasformazione è un cammino dolce e gentile, naturale e spontaneo, che rappresenta il concetto di mutamento o cambiamento di forma. Parte dall’osservazione di come ci si rapporta alla vita, di come si percepiscono le relazioni e di come ci arrivano le emozioni, per arrivare all’intento di inserire creatività in ciò che siamo, per diventare un’esperienza di crescita.

Alchimia è il processo di trasformare una sostanza in un’altra, come la famosa ricerca degli alchimisti di trasformare il piombo in oro, e ci riporta a qualcosa di magico che unisce e crea.

ZAFFIRA

Scrittrice, formatrice esperta in Scrittura Trasformativa Metodo Narrativo Autobiografico condurrà dei laboratori pratici, che avranno come fulcro la narrazione delle proprie esperienze come mezzo di auto-esplorazione, finalizzata ad una comprensione più profonda di sé e a promuovere la crescita personale.

DONATELLA

Formatrice, massaggiatrice, kinesiologa, trainer, affiancherà questa pratica, portando i partecipanti a conoscere e ri-conoscere il proprio personale modo di vivere la vita, attraverso la mappa delle personalità secondo l’Enneagramma: strumento che promuove l’auto-consapevolezza e la comprensione degli altri.

Entrambe condurranno il workshop risvegliando la creatività di ciascuno, per dare nuove opzioni ai talenti e vivere con gioia.

Se desideri partecipare o saperne di più, scrivimi a info@balanse.it

DONATELLA

Formatrice, massaggiatrice, kinesiologa, trainer, affiancherà questa pratica, portando i partecipanti a conoscere e ri-conoscere il proprio personale modo di vivere la vita, attraverso la mappa delle personalità secondo l’Enneagramma: strumento che promuove l’auto-consapevolezza e la comprensione degli altri.

Entrambe condurranno il workshop risvegliando la creatività di ciascuno, per dare nuove opzioni ai talenti e vivere con gioia.

Se desideri partecipare o saperne di più, scrivimi a info@balanse.it

I nuovi orizzonti della postura – 1.2

ABC MUOVITI per il tuo benessere

Siamo giunti alla seconda parte del racconto sull’Embodiment e della sua magia. Puoi trovare il primo articolo cliccando quì.

Ci siamo lasciati con questa domanda:

Il movimento del corpo può dunque condizionare il mio stato d’animo?

QUALI SONO I MOVIMENTI CHE MI FANNO STARE MEGLIO?

Diversi studiosi nel campo delle Neuroscienze (ramo della Biologia o anche definito Neurobiologia, che rappresenta l’insieme degli studi scientificamente condotti sul sistema nervoso) hanno spostato l’attenzione sull’importanza attiva del corpo, sull’elaborazione di pensieri, stato d’animo, linguaggio e memoria.

Ricerca scientifica nelle Neuroscienze

Nuove evidenze scientifiche in questo campo, suggeriscono che le emozioni e le cognizioni a esse collegate, sono associate a stati muscolari, tra cui espressioni facciali, posture del corpo e movimenti (Winkielman et al., 2015). La ricerca a sostegno di questa teoria ha dimostrato che il corpo può influenzare le risposte psicologiche.

Ad esempio, una postura eretta, verticalizzata, produce miglioramento dell’autostima e del senso di potere, mentre una postura “accasciata” riporta a uno stato di sonnolenza, apatia, inadeguatezza. (Hao, Yuan, Hu e Grabner, 2014; Nair, Sagar, Sollers, Consedine, Broadbent, 2015; Ranehill et al., 2015; Riskind & Gotay, 1982).

È stato dimostrato che rimanere distesi supini e attuare una respirazione lenta e controllata, muovendo in maniera cadenzata la gabbia toracica, determina un calo importante di ansia anticipatoria prima di un fattore di stress, rispetto a chi rimane in piedi, comportando una differenza nel carico dei barorecettori (Lipnicki & Byrne, 2008).

Le espressioni facciali hanno dimostrato di influenzare risposte fisiologiche e psicologiche, trasformando positivamente i fattori di stress acuto (Kraft & Pressman, 2012).

Un’altra simpatica ricerca riguarda il camminare per brevi distanze. Questa ricerca mirava a indagare se una camminata con postura eretta producesse miglioramenti immediati a breve termine degli stati psicologici (stati affettivi, sentimenti di potere, sonnolenza e dolore percepito) e stati fisiologici (pressione sanguigna, pelle galvanica, risposta e temperatura della pelle) rispetto a una posizione di camminata “accasciata” o depressa durante uno stress psicologico. È stato impiegato un esperimento in cui i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale in due gruppi: camminata eretta e camminata depressa.

Coloro che appartenevano al gruppo della camminata depressa, soltanto atteggiandosi con il corpo a persone depresse, hanno avuto un aumento di cortisolo (ormone dello stress), un’aumentata risposta galvanica della pelle, un’alterazione di pressione sanguigna e di frequenza cardiaca, ansia, nonché peggioramento dell’umore negativo e riduzione dell’attenzione (Allen, Kennedy, Cryan, Dinan e Clarke, 2014; Michalak, Rohde e Troje,2015).

Coloro che appartenevano al gruppo della camminata eretta hanno segnalato stati emozionali meno negativi, maggiori sentimenti di potere e meno sonnolenza rispetto ai partecipanti alla postura di camminata depressa. Sono stati testati anche: pressione del sangue in diminuzione, bassa risposta galvanica della pelle e temperatura della pelle inferiore rispetto ai partecipanti alla postura di camminata depressa. Miglioramento dello stato di vigilanza e della memoria. (Allen, Kennedy, Cryan, Dinan e Clarke, 2014).

Persone indotte nel camminare con uno stile “felice” hanno richiamato più parole positive che parole negative rispetto alle persone con camminata “infelice”.

Camminata “depressa” ed “eretta”

Se diversi stili del camminare alterano quindi le risposte fisiologiche e psicologiche allo stress, possiamo supportare la teoria dell’Embodiment e accogliere il Metodo ABC Muoviti® come un vero toccasana per il benessere.

ABC Muoviti® per stare meglio

È importante portare lo sguardo al di là delle nostre consolidate convinzioni e comprendere che l’atteggiamento posturale, manifestazione dinamica del nostro Essere, può determinare risposte e nuove strategie a problematiche muscolo-scheletriche che tradizionalmente affrontavamo con schemi biomeccanici, assolutamente utili, ma in alcuni casi non risolutivi!

L’esperienza insegna che non tutti riescono a percepire il corpo, così come si comprende che non sia facile capire come mai certe emozioni scaturiscono senza che ce ne accorgiamo. Pensando a questo “inghippo” è stato studiato il Metodo ABC Muoviti®.

Il primo corso ti spiega come, in solo 3 facili mosse, il sistema corpo-mente acquisisce un messaggio duraturo di forza, allineamento, benessere, calma, serenità.

Quante volte ti sforzi a stare dritto?

ABC Muoviti ti spiega come mantenere una posizione eretta, ma comoda.

Ti senti stanco e indurito dopo una giornata alla scrivania?

ABC Muoviti ti suggerisce come alleviare la stanchezza attraverso azioni molto semplici.

Ti senti a disagio in alcune situazioni a contatto con altre persone?

ABC Muoviti ti aiuta a by-passare lo “stress da prestazione” attraverso piccoli movimenti.


Studio Balánse di Donatella Fadini

Udine – Via Laipacco, 92

E-mail: info@balanse.it – Tel. 348 762 7163

Andrea Favalli

Zampis di Pagnacco – Via Plaino, 27

E-mail: andrea@andreafavalli.com -Tel. 347 708 4994

I nuovi orizzonti della postura – 1.1

ABC MUOVITI ed Embodiment

Finora siamo stati convinti che lo studio e l’analisi posturale si possano fermare a una mera valutazione biomeccanica. Invece no! Questo concetto è altamente limitante!

Il corpo, nella sua forma e nel suo movimento, vive e si adatta continuamente alle informazioni e agli stimoli che provengono dall’esterno e, a sua volta, “emette” informazioni dirette verso ciò che lo circonda. Questo scambio è gestito da un sofisticato “software” di elaborazione dati, composto da molti sottosistemi che comunicano tra di loro: memoria, sistema somato-sensitivo, emozioni, natura del pensiero, linguaggio, forme e colori del corpo, atteggiamenti.

Oggi il mio interesse è rivolto verso la comprensione di come la lettura della postura possa alimentarsi di nuovi interessanti concetti che coinvolgono non solo il corpo e il movimento, ma anche la mente e le emozioni.

Teoria “dell’Embodiment”

La teoria “dell’Embodiment” (impersonificazione o personificazione) è un approccio teorico e sperimentale in psicologia e nelle scienze cognitive che ha attirato negli ultimi anni parecchia attenzione, non solo da parte di chi si occupa di psicologia, ma anche da parte di chi si occupa di postura e movimento.

L’Embodiment, in parole semplici, può essere definita come “la conoscenza attraverso l’esperienza del corpo”.

La cultura occidentale e la scienza antica e moderna, così come gli studi sull’intelligenza, hanno unidirezionalmente dissociato il corpo dagli stati del pensiero: possiamo risalire a Platone che asseriva che il Corpo è una distrazione per la vita intellettuale, o addirittura a Sant’Agostino per il quale il corpo è fonte di peccato e debolezza, a Cartesio, che divide nettamente le esperienze del corpo da quelle della mente sostenendo che l’una non influenza l’altra.

Finalmente anche in campo clinico e riabilitativo, attraverso lo sviluppo degli studi sulla consapevolezza del sé corporeo (ovvero il sentimento di possedere un corpo proprio e personalissimo, strutturato e composto) si è giunti a considerare il corpo come uno strumento che può ampiamente condizionare la mente: quindi il nostro modo di pensare e di comprendere il mondo dipende non solo dal nostro cervello, ma anche dal modo in cui il corpo sente e dalle sue esperienze sensoriali.

Quando pensiamo, non lo facciamo solo con il cervello, ma coinvolgiamo anche il nostro corpo e le sensazioni fisiche che proviamo. Ad esempio, quando immaginiamo di camminare lungo una strada, il nostro cervello utilizza i ricordi delle sensazioni fisiche che ha provato quando camminava lungo una strada.

L’Embodiment suggerisce che il nostro corpo e le nostre esperienze fisiche influenzano profondamente la nostra comprensione del mondo e il modo in cui affrontiamo problemi e decisioni.

Non solo: le nostre esperienze fisiche, corporee, fanno scattare anche una specifica produzione ormonale e di conseguenza uno specifico stato d’animo: felicità, rabbia, forza, stress, serenità, allegria…

Questo nuovo modo di vedere l’uomo e le sue reazioni alla vita, ha ribaltato quello che la scienza ha sempre decretato, ovvero che mente e corpo vivono le esperienze separatamente.

Alla luce di queste importanti realizzazioni, la domanda sorge spontanea:

Il movimento del corpo può dunque condizionare il mio stato d’animo?

La risposta è SI, assolutamente SI.

È pura magia, vero?

QUALI SONO I MOVIMENTI CHE MI FANNO STARE MEGLIO?

Vi lascio al prossimo articolo per spiegare qualcosa di più e dirvi come il Metodo ABC Muoviti® agisce con pochi semplici accorgimenti sull’asse corpo-mente.

Energia e Benessere

Da settembre i nuovi corsi presso Power Yoga Italy a Udine

Preparati a immergerti in un mondo di benessere e movimento con una vasta gamma di pratiche emozionanti che saranno disponibili presso Power Yoga Italy a partire da settembre.

Chi è Power Yoga Italy

Fondata nel 2011 a Udine, l’Associazione Power Yoga Italy, si è distinta nel panorama dello Yoga e delle attività complementari, grazie agli istruttori altamente qualificati che condividono con passione la loro conoscenza, e agli allievi che partecipano attivamente alle stimolanti lezioni.

Una variegata offerta di corsi

A partire dall’11 settembre, Power Yoga Italy riprende il suo programma di lezioni con un calendario estremamente ricco, offrendo orari adatti a tutte le preferenze e una vasta gamma di attività per soddisfare le esigenze e le possibilità di ciascuno. Power Yoga Italy offre diversi stili di Yoga, ognuna con il proprio approccio unico, oltre che Ginnastica Posturale e Pilates:

  • Yoga del Silenzio. Un rituale nel quale potersi sperimentare con posizioni e movimenti del corpo e della mente che possano facilitare la quiete ed il rilascio delle tensioni.
  • Yoga del Kashmir. Un approccio introspettivo che si traduce nell’esplorare le percezioni sottili, l’ascolto, l’osservazione interiore nel momento. Durante la pratica di gruppo si crea un’atmosfera magica dove con semplicità ed umiltà si osservano e percepiscono le proprie vibrazioni.
  • Yoga Posturale. Un metodo per alleviare il disagio legato a posture scorrette, per allentare le tensioni e per proseguire nella propria giornata con maggiore energia. Gli asana dello Yoga si intrecciano con esercizi dedicati alla stabilità, al tono muscolare e alla mobilità per concludere con l’allungamento e il rilassamento.
  • Prana Yoga. Uno stile di Yoga che si concentra sull’energia vitale, chiamata “Prana”. Attraverso la combinazione di pose, respirazione controllata e ascolto, si mira a bilanciare e potenziare il flusso di Prana nel corpo, promuovendo il benessere fisico e mentale.
  • Power Vinyasa Yoga: Una pratica vigorosa che combina movimenti fluidi con la respirazione e la consapevolezza, stimolando la forza, la flessibilità, la concentrazione.
  • Yoga per lo Sport, Yoga per il risveglio dell’Energia, Yoga Morning. Pratiche stimolanti ed energizzanti, applicate e condotte con un metodo scientifico e creativo, proposte nelle prime ore del mattino per iniziare serenamente la giornata e ottimizzare le proprie risorse attraverso lo Yoga. Una lezione è dedicata a chi pratica attività sportive, con l’obiettivo di migliorare i propri risultati, imparando a controllare gli automatismi nocivi, diminuendo l’ansia da prestazione e compensando gli effetti collaterali negativi.
  • Ashtanga Yoga. Uno stile dinamico di Yoga che coinvolge una sequenza predefinita di pose sincronizzate con la respirazione. È una pratica che mira a migliorare la forza, la flessibilità e l’equilibrio fisico e mentale.
  • Allenamento Posturale Integrato. Un allenamento che ha come obiettivo la consapevolezza del proprio allineamento posturale. Gli esercizi coinvolgono progressivamente tutti i distretti del corpo, migliorando l’equilibrio, la forza, la flessibilità e riattivano l’attività cerebrale per quanto riguarda attenzione, memoria, reattività, alleviando stati d’ansia e stress.
  • Pilates. È un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo, a correggere la postura e a migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti attraverso un lavoro che parte dall’attivazione del centro del corpo.

Benessere per tutta la famiglia

Power Yoga Italy ha anche pensato alle famiglie, offrendo uno speciale Yoga Bimbi con il metodo Balyayoga®️, che si svolgerà contemporaneamente alle lezioni per adulti, ma in sale separate.

Oltre lo Yoga: Mindfulness e Workshop

A partire da fine settembre, Power Yoga Italy introdurrà un percorso di Mindfulness, condotto da una Psicologa Psicoterapeuta. L’obiettivo è quello di allenare la capacità di stare in contatto con il momento presente, imparare a conoscere e gestire i pensieri e le emozioni senza lasciarsi travolgere dall’ansia o dalla frustrazione, sviluppando un atteggiamento accogliente e non giudicante.

Non mancheranno Workshop e lezioni speciali di approfondimento sulle varie attività proposte e argomenti legati al benessere.

Contatti

Per vivere un’autentica esperienza di benessere attraverso il potere del movimento e della mente, unisciti a noi e scopri il percorso ideale in base al tuo tempo e alle tue esigenze.

Visita il nostro sito www.poweryogaitaly.com o scrivici a info@poweryogaitaly.com

Taping Elastico® – Effetti sul dolore cervicale

Ormai tutti sanno che rimanere seduti alla scrivania o a lungo in una stessa posizione, può causare dolori al tratto cervicale e la soluzione migliore sarebbe fare delle pause, cambiare posizione e migliorare la postura da seduto.

Il Taping Elastico® può venire in aiuto.

L’applicazione di una striscia longitudinale lungo le vertebre toraciche, con tensione 30% può aiutare a ridurre la cifosi e di conseguenza diminuire l’atteggiamento della “testa in avanti”, lavorando a livello neurologico sul feedback posturale.

Ciò vuol dire che, non appena il cliente assume la postura scorretta con il capo, il nastro del Taping Elastico® andrà maggiormente in tensione sulla colonna e fornirà un messaggio al sistema nervoso che automaticamente provvederà ad attivare un cambiamento di postura.

Si può intervenire dando al cliente un ulteriore strumento di consapevolezza dicendogli che non appena sente “tirare” il nastro sulla schiena, vuol dire che la sua postura non è corretta e deve chiedersi “in che posizione mi trovo?” La correzione arriverà da sola!

In conclusione, il Taping Elastico® può essere uno strumento complementare al miglioramento della postura in quanto rende la persona consapevole del proprio atteggiamento dis-funzionale e “comunica” l’informazione direttamente al sistema nervoso, permettendo ad entrambi di attivare la correzione.

L’applicazione deve essere effettuata soltanto da operatori qualificati.

Il Taping Elastico® è studiato per avere una tenuta di circa 5 giorni, con la possibilità di fare la doccia o fare sport.

Soltanto un operatore qualificato può garantirti un’applicazione corretta e un’efficacia che dura nel tempo.

Informati

Studio Balánse di Donatella Fadini

Udine – Via Laipacco, 92

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Benessere e prevenzione anche in azienda

Il progetto ABC Muoviti nasce per promuovere salute, movimento e consapevolezza, accompagnando le persone alla riscoperta del proprio corpo attraverso la consapevolezza della propria postura, il movimento coordinato e sincronizzato secondo il metodo ABC Muoviti, esercizi di respirazione e attività esperienziali. Dopo aver trovato spazio nella comunità, oggi il metodo entra anche nelle aziende, diventando uno strumento concreto di welfare aziendale e di formazione obbligatoria sulla Sicurezza sul Lavoro (SSL).

Grazie alla collaborazione con il Dott. Giuseppe Bordignon, QHSE Manager e docente esperto in materia di sicurezza, ABC Muoviti è diventato parte integrante del progetto PRO-HATTIVA, che unisce i contenuti previsti dalla normativa (Dlgs 81/08 – Accordo Stato Regioni 2011) a sessioni pratiche di movimento.

L’obiettivo è duplice:

  • rendere la formazione più coinvolgente e partecipata,
  • fornire alle aziende uno strumento di prevenzione efficace contro disturbi muscolo-scheletrici, stress e infortuni.

Perché è innovativo

  • I lavoratori non solo apprendono nozioni teoriche, ma sperimentano esercizi semplici e immediati, utili per la postura, la respirazione, la gestione dello stress.
  • Le aziende si tutelano rispetto agli obblighi normativi, riducono l’incidenza di malattie professionali e migliorano il clima interno.
  • Ogni modulo è interattivo, breve e facilmente applicabile anche nella vita quotidiana.

Un doppio valore per l’azienda

  • Welfare aziendale: cura del benessere dei dipendenti, migliorando motivazione, concentrazione e produttività.
  • Sicurezza sul Lavoro: prevenzione attiva e conforme alle normative, con un approccio innovativo e non più puramente nozionistico.

Con ABC Muoviti – PRO-HATTIVA, il tempo dedicato alla formazione non è solo un obbligo di legge, ma diventa un investimento reale sul capitale umano, capace di unire benessere, salute e crescita organizzativa.